Quando la Banca d'Italia sorvegliava le banche, come quelle di Michele Sindona
Michele Sindona, con l'appoggio di politici, di Cosa Nostra e del Vaticano, esperto di esportazione di capitali e di paradisi fiscali, fondò la Banca Unione, la Banca Privata, poi confluite nella Banca Privata Finanziaria, e in USA rilevò la Franklin National Bank. La Banca d'Italia di Guido Carli e Mario Sarcinelli mise sotto sorveglianza le banche e attività finanziarie di Sindona tramite il Banco di Roma, e alla fine nominò un commissario liquidatore Giorgio Ambrosoli. Sindona fu messo sotto processo per reati gravi dalla frode, alla corruzione, al riciclaggio, alla bancarotta. Fu accusato di usare il denaro delle banche per i suoi affari e per una costellazione di società di comodo, individuate da Ambrosoli. Subì gravi condanne a 25 e 12 anni di reclusione, oltre all'ergastolo per l'uccisione di Giorgio Ambrosoli, avvenuta a opera di un sicario.